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Breve storia dell’ Archivio di Casa Madre, Somasca (ACM).


Storicamente si erano venuti formando in Casa Madre tre raccolte di materiale archivistico distinto, in riferimento all’ente che lo produceva: vi si era venuto creando l’archivio del Collegio di S. Bartolomeo (cioè della comunità religiosa di Casa Madre, dal 1532 in poi), l’archivio della Parrocchia di S. Bartolomeo (dal 1566 in poi), e per ultimo in ordine di tempo l’archivio della Provincia Lombardo Veneta (dal 1847: siccome la casa di Somasca fino al 1808 appartenne alla Provincia Veneta, essa non fu sede di Archivio Provinciale, perché l' Archivio Provinciale veneto stava alla Salute di Venezia, ora in Archivio di Stato ai Frari. Avvenuta la restaurazione degli Ordini religiosi e della casa di Somasca (1823), il Preposito p. Mantegazza, che era pure Preposito Piemontese, rifondò l' Archivio di Somasca per raccogliere e custodire i documenti interessanti la pratica da svolgersi col Governo Austriaco per la tentata restaurazione delle molte case della Lombardia e la ricostituzione della Provincia Lombarda, il che seguì nel 21 giugno 1847, data in cui inizia l' Inventario di tale Archivio; in seguito, per cura soprattutto di p. Zadei e di p. Zendrini vi confluirono le carte della nuova costituita Provincia Lombarda). Questi tre fondi archivistici erano, anche fisicamente, ben distinti e collocati in tre parti diverse della casa, ed erano stati dotati di inventari in volumi cartacei distinti. Soprattutto i primi due archivi descritti, erano stati oggetto di riordino già nel lontano 1644 da parte dell’allora superiore p. Vincenzo Girelli, aiutato in questo lavoro paziente dall’allora novizio Gregorio De Ferrari (che sarà poi uno dei valenti scrittori della Vita di S. Girolamo). Un secondo riordino di questi due fondi si ebbe a partire dal 1823 per mano e per merito del p. Carlo Maranese, superiore e parroco nel tempo della rinascita della Congregazione dopo la bufera della soppressione napoleonica; costui si diede da fare per ottenere in copia legalizzata da notaio molti e molti documenti spettanti ai settori economico e fondiario della Casa e della Parrocchia, che erano stati requisiti dall’autorità civile. Ricostituì così, almeno per questo aspetto, molto materiale che sarebbe altrimenti sicuramente andato disperso. Dal 1847 in poi si venne creando infine il fondo dell’Archivio Provinciale della Provincia Lombarda Veneta, con serie di documenti almeno fino agli anni ‘60-’70 del Novecento. Accanto a questi fondi, è rimasto in sede anche molto materiale archivistico relativo al Noviziato, che funzionò in Somasca dal 1929 fino a qualche anno fa. Per quanto riguarda la sistemazione di tutti questi fondi, va aggiunto che l’ultimo riordinamento è stato fatto nel 1988, unificando in un solo fondo tutti i documenti; questo fatto, comodo dal punto di vista logistico, ha però comportato la totale confusione per quanto riguarda la ricerca dei singoli documenti che finora erano sempre stati studiati e citati (anche nella nostra Rivista della Congregazione) secondo la antica segnatura. Da un anno circa si sta procedendo alla esatta descrizione dei fondi presenti,alla predisposizione di un catalogo informatizzato e alla pulizia e decoro dei locali a ciò adibiti, cosicché possa aver effetto l’antico adagio: “Serva ordinem et ordo servabit te”.

Pezzi unici che ACM conserva:

le prime 5 lettere originali di S. Girolamo.
il Ms. 30.
i Libri degli Atti dal 1644 ad oggi.
molti voll. mss. relativi ai Processi di Beatificazione e Canonizzazione di S. Girolamo.
i libri parrocchiali (Battesimi, Matrimoni, Defunti, Stato delle anime) dal 1567 ad oggi.