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ORIGINE
della
Congregazione Somasca

(Istitutione del Collegio delli Orphanelli in Milano)




Trascrizione di p. Maurizio Brioli crs.
Somasca, 12 gennaio 2003


Avvertenza

Si porta a conoscenza il testo del documento intitolato “Origine della Cong.e Somasca, ed inchiesta di S. Maiolo di Pavia”, che risulta essere la trascrizione settecentesca direttamente dall’originale conservato a Milano. Questa trascrizione si conserva nell’ Archivio di Casa Madre in Somasca (ACM 1-3-36), e, da quanto sappiamo, non è mai stato edito.


Trascrizione



(c. 1r)

“7 9mbre (7 novembre, ndr.) 1746
Origine della Cong.e Somasca, ed inchiesta di S. Majolo di Pavia
tratto dalla Curia Arc. / di Milano”


(c. 1v bianca)

(c. 2r)

Reperitur in Archivio Visitationis Curiae Archiepiscopalis Mediolani, in Armario Civitatis, et dioecesis simul, inter libros n. 68 primus, cui superscriptio est Locorum Piorum in Fol.1° quatern.is 14 scriptura tenoris sequentis videlicet:

L’anno 1530 un Gentiluomo Veneziano di santa vita nominato M.r Ieronimo Miani venne alla Città di Milano con proposito d’affaticarsi in essa Città in opere pie et v’arrivò aponto nel tempo che per le tante calamità patite ella era piena d’infinite miserie, e tra le altre cose vi erano molti fanciulli, quali, morti i Parenti, e persala robba vivevano miseramente mendicando il vitto, e dormendo sul lettame ignudi sempre, et con la tigna, rogna, et altre immondizie attorno, talmente che meritavano gran compassione, et maggiore non sapendo essi che cosa fosse la Professione Christiana. Onde vedendo tanta miseria il detto Gentiluomo a lui parve questa la vigna, che egli doveva coltivare, e perciò raccolti insieme questi meschinelli gli ammaestrava nella Religione Santa di Giesù Cristo, et facendoli lavorare quanto potevano, procurava che delle loro fatiche vivessero, cercando poi per Elemosina di supplire a quanto bisognava al vivere, e vestire loro, tute queste cose facendo con una incredibile, e perpetua carità, purgandoli con le sue proprie mani, et in tutto ciò che potea ministrandogli per amore d’Iddio con immensa pietà. Conosciutosi poi quest’uomo di tanto ardore non mancò lui alcuni zelanti dell’onore di Dio, che cominciarono ad aiutarlo, tra quali ve ne furono de’ Sacerdoti, e de’ Laici, quali tutti consigliandosi insieme di ciò che s’avea a fare, poiché si conoscea certo che la raccolta di questi Orfani era per portar gran bene nelle Città, conchiusero di formare una Congregazione di Sacerdoti”

(c. 2v)

“e Laici, che servissero detti Orfani, la quale con l’agiuto di Dio fù conchiusa, et ebbero in dono da un Gentiluomo una Casa in un luogo detto Somasca della diocesi di Milano, ma soggetto in temporale a Bergamo posta fra certi monti, dal quale loco ebbero nome de Sacerdoti, eLaici della Compagnia di Somasca, la qual compagnia dalla Santità di Papa Paolo Terzo fù fondata, ed approvata, e successivé decorata, e confermata dalla Santità di Papa Pio Quarto. Quindi poi furono dimandati da molte altre Città, Comunanze, e Vescovi per attendere a simili Opere, et anco ad altri governi di Hospitali, e cose simili, et concorrendo in esa compagnia molti Sacerdoti, e Laici a servire per honor di Dio felicemente abbracciarono in molte Città d’Italia delle dette Opere con grande honore d’Iddio, et utilità delle anime Cristiane, a distintintione, che li Laici s’affatichano in regolare gli Orfani, e fargli lavorare, et insegnarli leggere, e scrivere, e fare le altre cose opportune, e li Sacerdoti li ministrano li Sacramenti, e tengono unite le case come capi principali.
Quando si è conosciuto qualche fanciullo nelle dette Opere che sia stato di spirito et intelletto svegliato cannolo con molta carità li detti fratelli ammaestrato nelle Lettere, e d’essi ne sono riusciti alcuni Sacerdoti, quali oggidì governano dell’Opere con ottima satisfazione de luoghi, dove sono.
Hora da che il sacro concilio Tridentino è pubblicato, è qualche dubbio, che non siano ordinati di questi poveri ancora che habbiano lettere, et bontà di vita per non aver fondatione essa Compagnia di un loco, d’onde ne cavi il vivere, et vestito”

(c. 3r)

“secondo l’ordine d’esso Sacro Concilio, et da questo facilmente potrebbe avvenire l’annullatione d’essa Compagnia, perché mancando li presenti, non potendosi havere delle nove propaggini è necessario, che essa finisca, da che non seguirà picciolo danno a tanti luoghi, e tante Opere da loro maneggiate, le quali seguiriano ancora in maggiore quantità, se più quantità d’Operarj in essa Compagnia si trovasse; onde a volere stabilire così santa Opera, et compagnia saria necessario fondare un Colleggio, che desse con entrata certa il vivere, et vestire a qualche persone di loro, acciocché come Casa principale a quella, e sotto quella potessero ordinarsi de Sacerdoti, et istruirgli ne studj di qui, se gl’ingegni, che talvolta si scoprono tra questi Orfanelli. Et a questo effetto già hanno supplicato li detti Fratelli a Monsig.r Illustrissimo Borromeo, che volendo esso far officiare Santo Majolo in Pavia, dando et applicando detta Chiesa, et Casa a questa Compagnia con quel reddito che a sua Signoria Illustrissima piacesse, essi Fratelli l’accettariano volentieri, e verrebbero a officiarla, et quivi instituiarono li loro Giovanetti, con che si manterebbe così Santa Compagnia in honore di Dio et utilità di tante Città d’Italia.

(a tergo): Istituzione del Collegio delli Orfanelli.

(subscriptio): Ita est. Ego Pb.r Ioannes Fran.s Sisinius Mazzeconicus Prior in Metropolit.a Not.s Apostolicus, et in d.ta Curia Archivista. Die 7 N.bris 1746.”.

(fine)